Oggi recensiremo un platform. Lo so, lo so: se giocate un altro platform indie rischiate di implodere in un disastro di bile e coriandoli, ma questo è bello. Più o meno. Però ha la grafica in 3D e avrà pure un qualche valore, no?
Zack Zero racconta la fantastica storia di un tizio che… ok, in realtà, da metà gioco in poi ho iniziato a saltare i filmati ma a grandi linee dovrebbe parlare di un militare di qualche tipo che deve salvare la sua ragazza da mostri brutti e cattivi. Originalità yay!
Il gameplay invece si basa principalmente sul saltare e sparare. Avrebbero potuto chiamarlo “Saltaspara: Il Gioco“ e tecnicamente sarebbe anche stato un titolo migliore di “Zack Zero“, che sembra tanto il nome del cugino (più) sfigato di Ben Ten.
Ciò che Zack Zero riporta subito alla mente è Trine: un platform indie con grafica 3D che ha, come punto focale del gameplay, tre diverse forme potenziabili grazie all’esperienza che si trova in giro per i livelli. In effetti sembra sospettosamente familiare. Chiariamoci: di sicuro non siamo di fronte ad un capolavoro, ma almeno riesce a fare bene ciò in cui molti platform indie (compreso suo cuginetto Trine) falliscono: offrire un level design semplice, coerente e funzionale, una buona varietà di fondo e un set di trasformazioni e abilità ben bilanciato.
Naturalmente non siamo di fronte ad un gioco perfetto: i controlli non rispondono sempre come dovrebbero, si può spesso incappare in piccoli bug e soprattutto quando il gioco decide di utilizzare più piani di profondità capire quali elementi sono piattaforme e quali no diventa un’irritante operazione di trial & error. Nessuno di questi difetti, comunque, danneggia eccessivamente il ritmo e la fluidità del gioco, che -per quella decina di euro che costa- adempie perfettamente al suo compito di farci passare una manciata di ore di divertimento.
I Segreti sono gestiti allo stesso modo dei punti esperienza di Trine: bonus luminosi sparsi per i livelli che, se raccolti in quantità necessaria, fanno salire l’abilità del proprio personaggio (anche se in questo caso l’evoluzione è prefissata, e non a scelta libera come in Trine). Purtroppo il loro posizionamento è spesso e volentieri ovvio, e sarà molto facile prenderli tutti durante la prima run. Prendere tutti i trofei invece è già un po più difficoltoso, ma anche volendo completare tutto al 100% il gioco finisce per durare non più di una decina d’ore.

Stilisticamente il gioco è particolarmente blando. L’impressione è che voglia, si impegni davvero tanto, nel voler imitare un estetica alla Ratchet & Clank ma fallisca miseramente, con il risultato di diventare terribilmente anonimo. Nonostante questo, ambienti e nemici sono sorprendentemente vari, anche se ripassano alla lettera ogni singolo stereotipo del genere, senza aggiungere niente di nuovo o quanto meno peculiare.
La verità è che non c’è moltissimo da dire su Zack Zero: è un platform divertente e curato che di sicuro non rimarrà nella storia per un gameplay eccezionale o per qualche idea stra-innovativa, ma riesce comunque a spiccare sui milioni di platform indie uguali a loro stessi grazie ad un valore di produzione più alto della media e a una buona varietà e un level design funzionale e scorrevole. Zack Zero è in definitiva un platform indie gradevole e divertente e questo è molto di più di quello che si può dire della maggior parte dei platform indie sul mercato.
VOTO: 6/10
Un gioco particolarmente gradevole che nonostante qualche pecca riesce ad essere vario e divertente. Se odiate i platform odierete questo gioco, se amate i platform amerete questo gioco, se siete come me e i platform indie fatti col culo vi hanno rotto le palle, dateci un’occhiata- Potreste addirittura divertirvi.





















