Vogliamo dare per scontato che chiunque abbia passato più di trenta secondi davanti a un cabinato, chiunque conosca i colori dei tasti del controller dello SNES, e chiunque sappia che WASD non è per nulla un acronimo di War Against Sexual Diseases conosca per esperienza personale il mitologico Space Invaders. Se non rientrate in una di queste categorie, allora non stupitevi se Titan Attacks porta con sé un’eredità di almeno 30 anni.
Questo shoot’em up prende a piene mani da quello che forse è stato uno dei primi (e più importanti) giochi arcade di sempre, uno di quei titoli che non solo viene citato tuttora in buona parte dei nuovi prodotti videoludici, ma che si è ritagliato grosse, grossissime porzioni d’importanza in tutti gli altri media, e nella cultura degli anni 80. Davvero, se non avete idea dello spessore e dell’importanza di Space Invaders, chiedete a qualche ometto occhialuto di almeno 40 anni, e vi assicuriamo che si perderà nei suoi ricordi… come potrebbe capitare in fondo con chi è cresciuto nell’era Tetris. Ad ogni modo, Titan Attacks vuole essere un vero e proprio omaggio al suo antenato, un tributo di quelli che, a volte, sembrano una semplice rappresentazione moderna. Nel gioco di Puppy Games, infatti, le novità in termini di gameplay sono pressoché nulle: nonostante i 30 e passa anni che ci dividono dall’uscita del gioco di Tomohiro Nishikado, Titan Attacks ripropone buona parte delle stesse situazioni già viste, velocizzando il gioco, aumentando la varietà dei nemici, e introducendo alcune piccole idee interessanti che, però, non fanno che stimolare il gioco solo in previsione di una totale conquista degli achievement.
Per i meno fortunati, in Titan Attacks dovrete manovrare il vostro carro armato (unicamente col mouse) su un’asse orizzontale nel disperato tentativo di distruggere le continue ondate di navicelle nemiche che, turno per turno, si andranno avvicinando sempre di più a voi, con relativo GAME OVER nel caso non riusciate nell’impresa di eliminarle in tempo. A ciò, Titan Attacks aggiunge due fondamentali punti di forza: il primo, è più semplice, riguarda la possibilità di potenziare il proprio carro armato con l’aumento degli scudi (che scenderà per ogni colpo subito), la potenza e la quantità di colpi sparabili, bombe devastanti e simpatiche appendici di supporto. Eliminando i nemici, e i saltuari boss, otterremo un determinato numero di crediti utilizzabili per acquistare ciò che ci interessa alla fine del livello, per poi ributtarci nello scontro alla ricerca di navi stellari in grado di massimizzare il nostro punteggio, e quindi i crediti raccolti. Qui si incastra la seconda novità, ovvero le piccole modifiche al gameplay: per ogni quadro completato senza essere colpiti, il nostro moltiplicatore di punteggio aumenterà di un punto. Sono presenti, inoltre, delle piccole chicche, come delle astronavi che non scoppiano, ma precipitano (e se colpite aumenteranno i punti ottenuti per via dello skill shot compiuto), alcuni alieni si lanceranno col paracadute da navi ormai perse, e ogni sette livelli sarà presente un quadro “sfida” in cui, per ottenere dei sostanziosi bonus, si dovranno colpire un determinato numero di navicelle speciali prima che spariscano dallo schermo.
Insomma, piccoli accorgimenti per una formula ormai passata, ma che rapirà senza alcun problema i nostalgici. In fondo, parliamo di un gioco sempre uguale, con la stessa rigiocabilità degli arcade di un tempo, quindi qualcosa non proprio per tutti. Purtroppo, non è neanche presente la selezione dei livelli (se non a macrogruppi di “mondi”), quindi ogni volta si dovrà ricominciare da capo, salvo che non si sia interrotta una partita e si voglia riprendere da quel punto esatto, missili in volo compresi. Inoltre, abbiano notato che lasciando premuto il mouse, le raffiche di colpi vengono lanciate in maniera diseguale, molto meglio quindi affidarsi ai buoni, tanti clic personali, nella speranza di non dover buttare il mouse dopo una lunga sessione di gioco. Il tocco di Puppy Games è abbastanza visibile e piacevole, già dal titolo (Revenge Of The Titans vi ricorda niente?), ma pensiamo che per un gioco tanto monotono e lungo (un centinaio di livelli), avrebbero potuto sforzarsi un po’ di più nel confezionare un accompagnamento sonoro più appetitoso. C’è da dire anche che, per 4 €, si potrebbe pure chiudere un occhio su questi difettucci, anche perché chiunque dovrebbe provare, almeno una volta nella vita, cosa significa giocare a Space Invaders.
Titan Attacks è questo, e non ci dispiace tenercelo da parte per piccole occasioni, momenti in cui un salto nel passato può farci bene. Peccato però che sia solo questo, perché di contenuti non ce n’è. Forse perché, ai tempi, era più bello sognare le proprie avventure da soli, che essere accompagnati per mano…
VOTO: 7/10
Titan Attacks è un tributo a Space Invaders. Non c’è altro motivo di prenderlo se non per una ragione unicamente nostalgica. In quel caso (oltre ad aggiungere 1 voto in più alla recensione), vi ricorderete con gioia e letizia i pomeriggi passati a distruggere navicelle bianche.






















