Strange Masks – Buh!

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Una delle caratteristiche che più mi entusiasma della scena indipendente è la sua eterogeneità e varietà. I famosi “rastafaware” sono l’esempio lampante di come molti sviluppatori di videogiochi siano:

  • misantropi
  • antisociali o sociopatici
  • sadici
  • come Davide

A questo punto non mi stupisco più di niente e, anzi, sono felice di premiare queste caratteristiche quando, da esse, ne vien fuori un bel gioco. Strange Masks è sicuramente tra questi. L’idea è molto originale: associare l’estetica delle maschere ad una meccanica di gioco che riunisce esplorazione e puzzle, arricchite da un simpatico countdown che implica un elemento ansiogeno di notevole peso nella struttura (e nell’atmosfera) del gioco.

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Un’atmosfera che, nella sua semplicità, lascia il segno: vi ritroverete sempre un po’ spiazzati ed inquieti di fronte alla complessità ed al notevole numero di maschere da ricordare. Ogni livello presenterà una differente sequenza per essere risolto, buttandoci in una difficile lotta contro il tempo e con la nostra memoria. Memoria il cui ruolo è fondamentale: ogni quadro è diviso in due turni. Nel primo, percorrete il percorso alla ricerca della maschera d’avvio: durante questa ricognizione, in cui maledirete i creatori del gioco per aver messo lo start sempre in qualche anfratto e di farvi perdere l’orientamento con quella serie di strane maschere, potrete farvi un’idea della mappa su cui giocherete. Subito dopo, la parte difficile: attivare le varie maschere secondo l’ordine indicato nella parte inferiore dello schermo per poi tornare al via e partire. L’aspetto dei vari visi, che unisce e richiama sia caratteri del teatro greco che l’estetica del teatro No della tradizione nipponica, rende ancor più difficoltoso (ed al contempo affascinante) un level design estremamente curato, che ricompensa il giocatore attento e punisce il distratto.

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Sembra difficile? Aggiungete che i colori delle maschere sono molti (ma fortunatamente ben distinguibili), il tempo che scorre inesorabilmente, un’atmosfera a metà tra il lugubre e l’inquieto ed un’ironia che, con una certa sottigliezza, sottolinea gli errori e la semplicità di ciò che il giocatore fa ed avrete il quadro di uno dei giochi più affascinanti ed innovativi disponibili sulla rete: tra poco lo sviluppatore ThinkSlow (che dal nome già prende in giro tutti noi giocatori accaniti, seguendo lo schema dell’incipit) dovrebbe render disponibile una demo, con cui provare in prima persona Strange Masks. Ma, se vi fidate di me (e volete che Davide continui i suoi studi per provare i suoi giochi) allora non dovete far altro che metter mano a Paypal e dare un piccolo obolo per uno dei giochi più originali usciti in questi mesi. Non ve ne pentirete.

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  • xdiesp

    Non ci ho capito un cavolo asd :°D Ma tutto il gioco consiste nel guardareparlaremodificare le maschere come i 3 screen?

    • MonoS

      Quoto terribilmente :°D