Red Chasm è un giochetto del cazzo. Una robetta fatta in Unity che penso non rubi più di quarantacinque minuti per essere giocata, ma c’è qualcosa che, mentre lo provavo, mi sussurrava “scrivi quattro stronzate a riguardo”. E le vocine che sento in testa hanno sempre ragione, quindi perché contraddirle?
Abisso Rosso è un FPA (first-person adventure) fatto con Unity, dunque in un abbozzatissimo 3D malfatto e costruito da modelli palesemente amatoriali. Siamo su Marte, pare che il mezzo con il quale siamo arrivati si sia schiantato: dobbiamo capire cosa fare. Un diario che ci portiamo dietro riassume le nostre scoperte giornaliere. La primissima e lecitissima domanda che mi sono fatto appena ho cominciato è stata “ma io come razzo respiro?!“: respiri grazie ad un respiratore respirante che ti permette di respirare grazie ad un apparato respiratorio che lui stesso respira grazie all’energia solare. La chiave del gioco sta proprio nella ricerca di fonti di energia da cui ricaricare il nostro sistema vitale; infatti, se inizialmente saremo in un’ambiente esterno – una montagna – percorribile seguendo solamente dei sentieri all’aperto, saremo poi chiamati ad addentrarci nella montagna stessa seguendo una rete di cunicoli. Il problema è che in questi cunicoli non c’è o sole mio. Per provvedere a questa mancanza di napulì napulì dovremo cercare quelli che il nostro diario chiama “artefatti”: minerali che emanano luce e che ricaricano il suddetto sistema.
Ma sticazzi. Cioè, il gioco è fatto così. Una fracca di cunicoli, artefatti, qualche puzzle veramente banale e dei lunghi salti da fare. Il mio desiderio di parlarne è nato grazie all’atmosfera che riesce a regalarti; è un gioco in generale di una pochezza immensa, fatto palesemente in non molto tempo, ma ti da esattamente la sensazione di essere un povero stronzo rimasto bloccato su Marte alla disperata ricerca di capire cose christòs stia succedendo. È un gioco d’impatto, che non ha tanto contorno perché non c’erano né tempo né soldi per farlo, ma arriva e ti lascia contento, perché quando chiudi la finestra del browser dopo aver finito di giocare ti rendi conto di aver ricevuto qualcosa indietro: una bella esperienza.




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