Ma ve la immaginate Ellen Ripley in pixel? No? Beh ora sarà un po’ più facile, perché con Pineapple Smash Crew arriva una squadra di quattro mercenari spaziali pronti a ispezionare astronavi abbandonate, e distruggere ogni rantolo di vita aliena presente su questi relitti spaziali.
Pineapple Smash Crew è, in poche parole, un clone pixelloso e ancora più frenetico di Alien Breed, o di Cannon Fodder. Il nostro gruppetto di quattro eroi, dal nome personalizzabile solo la prima volta, si avventurerà per queste navi spaziali alternando tre compiti fondamentali: distruggere ogni forma aliena, smantellare sostanze tossiche e recuperare artefatti da una sola delle stanze presenti nella nave abbandonata. L’esplorazione delle altre è assolutamente libera e a piacere, ma oltre a fornirvi punti esperienza e un buon ricambio di granate, vi permetterà di accedere ai diari di bordo delle navi per saperne di più sulla Wasabi War, la guerra che ha provocato l’attuale situazione. Niente di importante, non c’è una vera e propria storia… ma scoprire che il wasabi ha un valore energetico tale fa sorridere non poco, visto l’effetto che potrebbe avere ingerendone in grande quantità (non guardate il link se siete signorine pucciose). In ogni caso, recuperare i dati dai server della nave vi permetterà di avvicinarvi sempre più alla nave madre principale (chiamiamolo l’end game), mentre l’esperienza ottenuta farà salire di livello i vostri compagni, migliorando la loro armatura e la resistenza ai danni.
Essendo una squadra, ed essendo unicamente controllata dal giocatore, non è detto che tutti i membri riescano ad arrivare alla fine dell’avventura. Se, infatti, uno o più componenti dovessero morire durante una missione, questi saranno persi per sempre, e al loro posto vi saranno offerti uno o più nuovi mercenari, casualmente generati dal computer, che ripartiranno dal livello base di esperienza e dei quali non potrete cambiare il nome. Siete soldati… siete solo carne da cannone, non avete alcuna importanza. La generazione casuale, oltre ai pupini, riguarda anche l’intero gioco: tutte le missioni, tutte le stanze, e tutti i nemici presenti saranno generati casualmente durante la vostra partita, non c’è nulla di prestabilito. Un sistema che ricorda molto quello degli hack’n'slash di un tempo, e dal quale prende un po’ in prestito, sia per quanto appena detto, sia per la gestione dell’equipaggiamento. Non avrete armi da potenziare, o armature da alternare, ma solo da scegliere la giusta granata per la giusta occasione. Se in tutti i giochi normalmente le granate sono relegate ai momenti disperati, o a quelle situazioni di presenza nemica di massa, in Pineapple Smash Crew le utilizzerete quasi più dei normali blaster, che comunque avranno un limite di colpi consecutivi da poter sparare. Ne sono presenti poco più di una dozzina (le sbloccherete salendo di livello) e i loro effetti, e la loro varietà, aiutano a innalzare un po’ la longevità del gioco di Rich Make Game.
Pineapple, infatti, è tutto qui. O meglio, queste sono le fondamenta di un palazzo che ci sembra abbandonato e ancora in costruzione. Non c’è storia, né achievement da completare (almeno per ora), non c’è profondità dei personaggi, né tantomeno il bisogno di una furbizia tattica, se non per le cose più ovvie (esplosioni = morte). C’è un ambiente avverso anche ai nemici, c’è una buona varietà di alieni, ci sono delle frasine ridicole dette dai compagni di squadra con una mania ossessiva verso gli ananas, c’è una risposta dei controlli perfetta sia con mouse e tastiera, sia con il controller Xbox, c’è anche una bellissima grafica pixellosa che non disturba mai, anzi, dona molto carattere, e c’è, per finire, una colonna sonora sopraffina di Brendan Ratliff, o Syphus se siete dell’ambiente, che spacca davvero i culi visto il ritmo veloce di gioco. Ma manca tutto il resto, manca un perché, manca tutto il contorno che non sia il mero “vai in giro e ammazza tutto ciò che si muove” e questo è male. Soprattutto perché parliamo di un gioco a crew che, non solo non permette una modalità cooperativa in locale, ma neanche in lan o in multiplayer. In pratica abbiamo per le mani quello che potrebbe essere la versione più divertente e colorato di Alien Breed (o il gratuito Alien Swarm di Steam), solo che non esiste alcuna possibilità di cooperare. Un gioco tanto superficiale ci fa molto male, perché aveva tutte le carte in tavola per far divertire in compagnia, e per avere un giudizio finale di almeno 1 voto superiore, se non di più.
VOTO: 6/10
Pineapple Smash Crew è uno sparatutto a base di granate e pixel. Una continua generazione casuale di ogni elemento, e un accompagnamento sonoro 8 bit supremo non aiutano a far dimenticare l’assenza di un perché, e soprattutto di una modalità cooperativa (offline e online) che distruggono pesantemente questa bellissima e frenetica genialata. Se vi piace Alien Breed, o l’essenza degli hack’n'slash spaziali solitari, lo adorerete. Per tutti gli altri, aspettate e sperate che aggiungano il multiplayer: allora non ci saranno cazzi per nessun alieno.






















