Quando ero più piccolo andavo matto per quei giochi con le astronavi da pilotare, le luci martellanti, i raggi multicolore che attraversavano lo schermo, da evitare con scarti laterali talmente repentini da dover essere eseguiti con l’istinto più che con l’abilità. Ci andavo matto perché erano l’archetipo perfetto del gioco veloce, gratificante e in grado di restituire un feedback praticamente immediato. Ne andavo così matto che, merito della mia spiccata fotosensibilità, più di una volta rischiai di rimanerci secco là davanti, col sorriso ebete sulle labbra.
Col tempo, purtroppo, ho perso interesse in questo tipo di giochi. Giochi veloci, gratificanti e spendibili nell’immediato (praticamente l’esempio perfetto per questa rubrica) e ho mollato il colpo se si fa eccezione per qualche perla uscita recentemente (chi ha detto Jamestown?), senza trovare qualcosa che mi attirasse veramente. Niente, nemmeno sul fronte iPhone, in cui il sistema di controllo touch spesso non si concede una precisione abbastanza certosina da appagarne i meccanismi. Fortunatamente, a smentirmi, ci hanno pensato i ragazzi di DarkWave Games, studio tutto italiano, che ha realizzato un gioco che unisce i miei luminosissimi ricordi a uno stile nuovo e particolare, abbastanza fumettoso da stuzzicare i miei sensi -di ragno- da appassionato di super eroi. Parliamo di Act of Fury.
Act of Fury parte da un presupposto molto semplice: niente astronavine. Sì, purtroppo dovremo svestire i panni delle bellissime aeronavi di turno e vestire quelli camuffati e spiccatamente da supereroe di Kraine, un uomo che non si fa mancare nulla dell’equipaggiamento tipo del supereroe inquietante: il lungo soprabito alla Gambit, i capelli a punta e gli occhiali spaziali. Il bello di Kraine però, è che come ogni supereroe che si rispetti (scusami Tony), non ha bisogno di un qualche aggeggio meccanico per causare danni: lui stesso è un’arma. Il nostro personaggio, difatti, è in grado di librarsi in aria e, come un novello Tempesta (solo molto meno donna), dare vita a terribili tornado, così potenti da spazzare via tutto quello che si trova nel loro furioso raggio d’azione. Quindi capite come Kraine non abbia nessun’interesse nel montare in sella a un macchinario dispensatore di morte e distruzione: lui funziona benissimo da sé.
Torniamo alle astronavi e ai raggi colorati, perché Act of Fury è essenzialmente uno sparatutto a scorrimento, in cui però paradossalmente non si spara. Strisciando il dito sullo schermo muoveremo il protagonista e il suo letale tornado che, se spinto contro le unità nemiche (carri armati, aerei, odiose torrette dai raggi infidi), le danneggerà fino a distruggerle completamente. Alla morte, gli avversari rilasceranno gli immancabili power-up in grado di rigenerare salute e furia del giocatore.
Chiariamoci: Act of Fury non è uno di quei titoli fulminanti, velocissimi e con lo schermo perennemente flashato. Il ritmo di gioco è ben più blando, tanto da indurre a pensare -sbagliando- che i livelli possano essere superati con una certa facilità. Niente di meno esatto: nonostante il sistema di controllo risponda in modo efficientissimo (grazie all’idea brillante di abilitare il controllo di Kraine da qualunque punto dello schermo, senza preoccuparsi di centrare il personaggio per spostarlo, limitando la visuale), spesso il numero di proiettili o semplicemente il loro meccanismo machiavellico, diventano un ostacolo troppo ostico da dover superare. E ci si ritrova con una grandissima voglia di tirare l’iPhone contro il muro, non fosse altro che i soldi per comprarne un altro non ce li hai e forse è meglio che ti dai una calmata, eh?
Per ovviare al problema (del game over, non dei soldi) esiste tutto un sistema di potenziamento di Kraine, riscontrabile nello shop del gioco, in cui è possibile dotare il personaggio di una serie di superpoteri decisamente cool, che vanno dall’aggiunta di massi fluttuanti, a delle tamarrissime fiamme che circondano l’uragano, fino ai più classici potenziamenti per la -mai troppa- energia vitale. Ottima la possibilità offerta di resettare i punti spesi nei potenziamenti, in modo da costruire diverse built di gioco, adatte a tutti i livelli.
Act of Fury vi arriva direttamente sul vostro iCoso con nove livelli di gioco, affrontabili in modalità normale e in modalità -chediovenescampi- Hell, una versione estremamente più difficile di quella (già non semplicissima) base. Un numero un po’ risicato che, a quanto pare, verrà rimpinguato col primo aggiornamento. Si da il caso che parliamo di un buonissimo gioco (da Trono e non), per di più sviluppato da connazionali, che si concede qualche difetto (la longevità limitata, qualche picco di difficoltà di troppo, che obbliga a riaffrontare ogni volta tutto il livello) ma resta comunque godibile. Un bell’omaggio a un genere che si sta perdendo di vista (dài, niente battute sui flash rincoglionenti) e un titolo che va premiato. Magari col massimo delle stelline, così arrivo a comprare quel maledetto power up per superare il primo livello in Hell che mi sta togliendo il sonno!
La puntata precedente di Giochi da Trono (Heroes vs Monsters)






















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