Chernobyl Commando è uno sparatutto in prima persona sviluppato dallo studio polacco Silden. Si sa, i polacchi si sono fatti riconoscere a livello mondiale in diversi modi: prima per la superamicizia col sempre rimpianto Fuhrer, poi con l’esplosione della centrale nucleare a Chernobyl, e infine con il successo di CD Projekt Red e la saga di The Witcher. Ora, un gioco che prende i due momenti più alti della storia polacca (chernobyl + videogame) dovrebbe essere qualcosa di assolutamente sconvolgente, inondante, distruttivo, esplosivo! Un fulmine a ciel sereno! Analizziamo poco alla volta i dettagli di questo titolo.
Partiamo dalla prima cosa che può saltare all’occhio: la grafica. Il motore grafico, denominato Argon, ha un’ottima resa per essere un gioco indipendente, immergendoci in un ambiente ricco di texture ben realizzate e di poligoni. Le animazioni legnose stonano un po’ con il resto, ma glielo si perdona grazie alla fluidità con cui gira. Le armi sono dettagliate e riprodotte fedelmente come siamo abituati a vedere in titoli più blasonati come Call of Duty o Battlefield.
Inizio una nuova partita a bordo di una jeep di pattuglia e la cosa che più mi colpisce è il suono del vento nelle cuffie: realistico come mai provato prima d’ora, mi fa venire addosso i brividi e la voglia di accucciarmi al riparo. La jeep avanza lentamente, molto lentamente, troppo lentamente, mentre il mio alter ego e il suo compagno parlano di cose a cui io non bado, tutto preso dal panorama: sono presenti boschi e cespugli, ciottolati e un sacco di altri dettagli che aumentano ancora di più la mia voglia di entrare in azione. Ogni tanto vedo questi enormi tubi tutti curvi e ritorti, che immagino siano oledotti o gasdotti, attraversare lo scenario completamente a muzzo in curve inverosimili e mi chiedo: “Perchè?”.

Appena scendo dalla macchina iniziano le sparatorie: per la prima non sono da solo, ma seguito da un gruppo di miei commilitoni, per cui dovrò stare attento a non sparare alla cieca. Scorro la rotellina del mouse e scopro di avere a disposizioni 3 diverse armi: una pistola, un mitra random e un fucile da cecchino (probabilmente un Dragunov). Bene bene, ‘sti stronzoni che mi hanno rotto le balle adesso li concio per le feste.
Il gameplay è quanto di più classico ci si possa aspettare: iron sight, accucciarsi, saltare, corpo a corpo, solite cose. E, purtroppo, il problema è proprio qui: si tratta di uno dei soliti millemila fps scaturiti dopo il successo di Call of Duty. La difficoltà, anche ai livelli più elevati, rimane sempre bassa: basta un colpo del cecchino nel petto e tutti i nemici esploderanno come niente, mentre noi potremo assorbire una quantità di colpi che neanche Kurt Cobain. Anche molte sezioni, evidentemente inserite per spezzare il gameplay dal solito avanza-spara, come le sezioni a bordo delle jeep o dei pezzi in cui difendere un particolare avamposto con una gatling, risultano estremamente noiosi perchè lentissimi. Le auto si muovono a velocità sublumachesche; i nemici sono stupidi e, pur arrivando a frotte, non uno penserà mai di lanciare una granata contro di noi o ripararsi dietro un muro; le sezioni in cui avremo a disposizione la torretta tutta per noi saranno le più frustranti non tanto per la difficoltà, quanto per l’impossibilità di poter mollare la presa sull’arma! Saremo inchiodati sul posto fino a che non avremo sterminato tutti. Un’altra componente ampiamente limitata è quella esplorativa: se da una parte ci vengono offerti scenari sconfinati e apertissimi, in controtendenza a quanto CoD ci ha abituati, non ci sarà data la possibilità di allontanarci dal percorso predefinito, pena l’inizio di un countdown al termine del quale verrà annunciato il nostro fallimento. Una grande scocciatura.
Un altro fatto abbastanza anomalo in questo genere di giochi è la possibilità di portare con noi una quantità enorme di munizioni e armi: 3 fucili da cecchino, 4 da assalto, una pistola… Pensate che sono arrivato ad avere più di 200 proiettili per cecchino: quickscope-BAM!, quickscope-BAM!, quickscope-BAM! fine.
Allora, se non è per il gameplay, questo gioco meriterà per la trama, giusto? Invece, purtroppo, no. I dialoghi sono ridicoli e per lo più vengono recitati nel bel mezzo delle sparatorie quando siete tutti presi a cercare di ammazzare tutti e salvare la pelle… ovvero nei momenti meno adatti.
Per quanto riguarda il sonoro, sono diviso: da una parte gli effetti sonori ambientali e delle armi sono ottimamente riprodotti; la parte invece della colonna sonora è fastidiosa, in quanto ripeterà alla nausea sempre la stessa traccia, e in un loop per altro mal arrangiato, dato che tra la fine e il nuovo inizio c’è uno stacco di qualche secondo che risulterà non poco irritante.

Insomma, un titolo davvero anonimo, noioso e ripetitivo: il grado di sfida non raggiunge neanche Dora l’Esploratrice e le diverse situazioni sono innovative come la trama di Beautiful; l’unica cosa a salvarsi è l’aspetto grafico.
Mi aspettavo un gioco particolare come un Metro 2033 o uno S.T.A.L.K.E.R., ma non si tratta altro che di uno sparatutto banale e imbarazzante.
Vi consiglio di starne tranquillamente alla larga, non prevede nemmeno una componente multiplayer, l’unica cosa che avrebbe potuto risollevarlo minimamente.


